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Europa
 

Città di Verona



Superficie: 206,64 km²

Popolazione: 259.941

dati che trovate in : http://www.istat.it

Le origini di Verona sono antichissime, visto che i primi insediamenti umani, favoriti anche dall’ottima posizione geografica, risalgono al periodo neolitico. Alcuni reperti fanno pensare che la zona inizialmente abitata fu quella ai piedi del colle di San Pietro. La città vera e propria venne però fondata dagli Euganei che si unirono poi ai Reti. Successivamente l’insediamento passò nelle mani degli Etruschi, poi dei Galli Cenomani e poi ancora dei Romani, diventando colonia latina nell’89 a.C. e municipio nel 49. Vista la sua posizione strategica, all’incrocio di importanti vie per il Nord, questi ne fecero un centro strategico per le comunicazioni ed il commercio e più tardi, con l’aggravarsi della pressione dei Barbari rafforzarono le difese militari sotto il dominio di Gallieno. La città subì dunque il forte sviluppo culturale e artistico che tutti possono ammirare nei monumenti di quell’epoca che sono rimasti, primo tra tutti l’Arena, che è per dimensione il terzo anfiteatro al mondo dopo il Colosseo di Roma e quello di Capua. Nel 312 fu conquistata da Costantino, dopo una vittoriosa battaglia combattuta sotto le sue mura contro il prefetto del pretorio di Massenzio, Ruricio Pompeiano. Piano piano anche in città si diffuse il cristianesimo, che attecchì del tutto durante il quarto secolo grazie all’opera del vescovo Zeno, che divenne santo e patrono della città. Questa subì numerose invasioni barbariche e Teodorico, re degli Ostrogoti, la scelse come sede. Cosa che fece anche Alboino, re dei Longobardi, che la conquistoò nel 568. Da qui cominciò un periodo buio, con battaglie e guerre che portarono la città a cambiare continuamente padrone e che causarono la pestilenza. Assediata e presa dai Franchi (774), Pipino re d’Italia vi dimorò a lungo come pure Berengario I che vi fu assassinato (924); vi risiedettero o tennero diete anche Ottone I e Ottone II. Quanto all’amministrazione cittadina, mentre decadde dal X sec. il governo comitale si affermò gradualmente l’autorità vescovile e, nel 1135, la città divenne finalmente un libero comune. Il Comune ebbe un ruolo preminente nella lotta contro Federico I Barbarossa: la Lega Veronese (1164) precorse la prima Lega Lombarda (1967) con cui poi si fuse.

Con la pace di Costanza, nel 1183, Verona ebbe riconosciuta la sua autonomia e la sua influenza si allargò verso Ferrara e Mantova, mentre all’interno si accendevano le prime dispute tra guelfi e ghibellini; ai primi del XIII sec. sui Montecchi prevalsero i Sambonifacio, che vennero poi sconfitti nel 1225 dall’alleanza dei primi con Ezzelino III da Romano. Durante la seconda Lega Lombarda i Montecchi portarono Verona col partito imperiale, il cui più audace feudatario, Ezzelino, diventò signore della città (1232-1259). Pur rimanendo la città di parte ghibellina, le Arti, alla caduta di Ezzelino, si impadronirono del potere, avviando così la fortuna dei Della Scala. Tutto iniziò con Mastino I († 1277), signore assoluto, e si consolidò sotto suo fratello Alberto I († 1301), che respinse una lega fra Venezia e varie città della Lombardia. La signoria scaligera toccò però il suo apice con Cangrande I (1311-1329), quando Verona fu capitale di un vasto Stato che comprendeva gran parte del Veneto e fu sede di una splendida corte che attirava artisti e letterati da tutt’Italia, uno su tutti Dante Alighieri in fuga da Firenze. Cangrande morì però giovane, forse per avvelenamento, subito dopo essere entrato vittorioso nella città di Treviso. Ulteriori conquiste vennero fatte da Mastino II (1329-1351), fino a quando una lega veneto-fiorentina-milanese ridusse il territorio alle sole Verona e Vicenza (1337-1339). Il declino era ormai inesorabile e, nel 1387, Verona stessa cadde nelle mani di Gian Galeazzo Visconti, nel 1404 di Francesco II da Carrara e l’anno successivo di Venezia.

Con la Serenissima, Verona godette un periodo di benessere e di pace che durò quattro secoli. La città continuò ad essere un centro culturale di notevole spessore e si arricchì di opere notevoli. Arriviamo così all’occupazione delle truppe napoleoniche che avvenne nel 1796. Occupata dai Francesi nel giugno di quell’anno, dal 17 al 23 aprile 1797 fu centro delle Pasque veronesi, come viene chiamata questa storica ed eroica insurrezione generale della città scoppiata il lunedì dell’Angelo. Col trattato di Campoformio (1797), Verona passò al governo austriaco (1798-1801); per la pace di Lunéville fu divisa tra Francesi (a destra dell’Adige) e Austriaci (a sinistra), finché dal 1805 fu unita al Regno Italico come capoluogo del dipartimento dell’Adige. Dal 1814 tornò a far parte dell’Impero d’Austria, divenendo una delle fortezze del “quadrilatero” formato con Mantova, Peschiera e Legnago. Il resto è storia recente. Gli austriaci e il loro malgoverno vennero cacciati a fatica e la città divenne italiana con il plebiscito del 29 ottobre 1866. Subì i suoi smacchi dalle due guerre mondiali, dalle quali riuscì comunque a riprendersi grazie alla spinta imprenditoriale della sua gente. Il duemila la vede ancora figurare tra i più importanti centri culturali italiani mentre il turismo, forte anche dei percorsi storici e della leggenda d’amore tra Romeo e Giulietta, è in forte espansione, tanto da essere soconda come presenze solamente a città del calibro di Firenze, Roma e Venezia.



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