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Le origini di Verona sono antichissime, visto che i primi insediamenti
umani, favoriti anche dallottima posizione geografica, risalgono al periodo neolitico.
Alcuni reperti fanno pensare che la zona inizialmente abitata fu quella ai piedi
del colle di San Pietro. La città vera e propria venne però fondata
dagli Euganei che si unirono poi ai Reti. Successivamente linsediamento
passò nelle mani degli Etruschi, poi dei Galli Cenomani e poi ancora
dei Romani, diventando colonia latina nell89 a.C. e municipio nel 49. Vista la
sua posizione strategica, allincrocio di importanti vie per il Nord, questi ne fecero
un centro strategico per le comunicazioni ed il commercio e più tardi, con
laggravarsi della pressione dei Barbari rafforzarono le difese militari sotto
il dominio di Gallieno. La città subì dunque il forte sviluppo culturale e
artistico che tutti possono ammirare nei monumenti di quellepoca che sono rimasti, primo
tra tutti lArena, che è per dimensione il terzo anfiteatro al mondo dopo il Colosseo
di Roma e quello di Capua. Nel 312 fu conquistata da Costantino, dopo una vittoriosa
battaglia combattuta sotto le sue mura contro il prefetto del pretorio di Massenzio, Ruricio
Pompeiano. Piano piano anche in città si diffuse il cristianesimo, che attecchì
del tutto durante il quarto secolo grazie allopera del vescovo Zeno, che divenne santo e
patrono della città. Questa subì numerose invasioni barbariche e Teodorico, re
degli Ostrogoti, la scelse come sede. Cosa che fece anche Alboino, re dei
Longobardi, che la conquistoò nel 568. Da qui cominciò un periodo buio,
con battaglie e guerre che portarono la città a cambiare continuamente padrone e che
causarono la pestilenza. Assediata e presa dai Franchi (774), Pipino re dItalia
vi dimorò a lungo come pure Berengario I che vi fu assassinato (924); vi risiedettero
o tennero diete anche Ottone I e Ottone II. Quanto allamministrazione cittadina, mentre
decadde dal X sec. il governo comitale si affermò gradualmente lautorità
vescovile e, nel 1135, la città divenne finalmente un libero comune.
Il Comune ebbe un ruolo preminente nella lotta contro Federico I Barbarossa: la Lega Veronese
(1164) precorse la prima Lega Lombarda (1967) con cui poi si fuse.
Con la pace di Costanza, nel 1183, Verona ebbe riconosciuta la sua autonomia e la sua influenza
si allargò verso Ferrara e Mantova, mentre allinterno si accendevano le prime dispute
tra guelfi e ghibellini; ai primi del XIII sec. sui Montecchi prevalsero i Sambonifacio, che vennero
poi sconfitti nel 1225 dallalleanza dei primi con Ezzelino III da Romano. Durante la seconda
Lega Lombarda i Montecchi portarono Verona col partito imperiale, il cui più audace
feudatario, Ezzelino, diventò signore della città (1232-1259). Pur rimanendo la
città di parte ghibellina, le Arti, alla caduta di Ezzelino, si impadronirono del
potere, avviando così la fortuna dei Della Scala. Tutto
iniziò con Mastino I († 1277), signore assoluto, e si consolidò sotto suo fratello
Alberto I († 1301), che respinse una lega fra Venezia e varie città della Lombardia.
La signoria scaligera toccò però il suo apice con Cangrande I
(1311-1329), quando Verona fu capitale di un vasto Stato che comprendeva gran parte del
Veneto e fu sede di una splendida corte che attirava artisti e letterati da tuttItalia,
uno su tutti Dante Alighieri in fuga da Firenze. Cangrande morì però giovane,
forse per avvelenamento, subito dopo essere entrato vittorioso nella città di Treviso.
Ulteriori conquiste vennero fatte da Mastino II (1329-1351), fino a quando una lega
veneto-fiorentina-milanese ridusse il territorio alle sole Verona e Vicenza (1337-1339).
Il declino era ormai inesorabile e, nel 1387, Verona stessa cadde nelle mani di Gian Galeazzo
Visconti, nel 1404 di Francesco II da Carrara e lanno successivo di Venezia.
Con la Serenissima, Verona godette un periodo di benessere e di pace che durò quattro
secoli. La città continuò ad essere un centro culturale di notevole spessore
e si arricchì di opere notevoli. Arriviamo così alloccupazione delle
truppe napoleoniche che avvenne nel 1796. Occupata dai Francesi nel giugno di quellanno,
dal 17 al 23 aprile 1797 fu centro delle Pasque veronesi, come viene chiamata questa
storica ed eroica insurrezione generale della città scoppiata il lunedì
dellAngelo. Col trattato di Campoformio (1797), Verona passò al governo austriaco
(1798-1801); per la pace di Lunéville fu divisa tra Francesi (a destra dellAdige)
e Austriaci (a sinistra), finché dal 1805 fu unita al Regno Italico come capoluogo del
dipartimento dellAdige. Dal 1814 tornò a far parte dellImpero dAustria,
divenendo una delle fortezze del “quadrilatero” formato con Mantova, Peschiera e Legnago.
Il resto è storia recente. Gli austriaci e il loro malgoverno vennero cacciati a fatica e la
città divenne italiana con il plebiscito del 29 ottobre 1866. Subì i suoi smacchi
dalle due guerre mondiali, dalle quali riuscì comunque a riprendersi grazie alla spinta
imprenditoriale della sua gente. Il duemila la vede ancora figurare tra i più importanti
centri culturali italiani mentre il turismo, forte anche dei percorsi storici e della leggenda
damore tra Romeo e Giulietta, è in forte espansione, tanto da essere soconda come
presenze solamente a città del calibro di Firenze, Roma e Venezia.
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